"LA VIRTU' DI UN UOMO NON VA MISURATA DAI SUOI ATTI STRAORDINARI, MA DAI SUOI ATTI ABITUALI. "
Questa massima di Pascal per raccontare la nascita della Casa-famiglia "PUEBLA".
Nel lontano 1970, Marcello Inguscio e Pippo Felice si incontrarono in un pellegrinaggio a Lourdes e la loro amicizia si rivelò "miracolosa" poichè divenne il motore che diede il via al progetto della Casa-Famiglia.
Le corde del violino di Marcello non emettevano musica solamente durante i concerti al Teatro Massimo Bellini di Catania, ma continuavano a vibrare dall'ansia e dalla felicità di trovare molto presto una dimora accogliente per il suo amico Pippo, e per chi come lui, era costretto a subire e a vivere il disagio motorio.
Marcello non amava l'idea asettica e fredda degli istututi...il suo pensiero voleva fondere e ricreare il clima di una famiglia in cui i nuovi membri potessero continuare a sentirsi a casa e "coccolati" dalle cure Materne....
Certo, un progetto nobile, ma anche molto ambizioso, ma che Marcello, insieme alla comunità di Ognina, e al carisma di Padre Fallico, riuscì a concretizzare.
La prima casa-famiglia fu una piccola dimora di pescatori che accoclieva soltanto 3 uomini; ma ben presto la famiglia si allargò e con esse aumentarono le esigenze di trovare una collocazione più grande...e la si trovò: l'attuale casa PUEBLA.
Con una propria identità, ogni "padrone di casa" viene assistito da giovani volontari che oltre ad intervenire nei problemi meramente " tecnici" sono parte integrante della famiglia; con reciprocità tutti i membri della casa vivono con spontaneità e complicità le attività giornaliere della famiglia, dalla colazione alla cena, dal vestirsi al lavavarsi, in compagnia e in collaborazione.
Vivere quotidianamente tali gesti naturali, è vivere la semplicità dell 'uomo: paradossalmente, il bisogno dell'uomo è "prendersi cura di..." l'istito più naturale che ogni specie animale porta nel suo patrimonio genetico, che nonostante l'evoluzione della specie è riuscito a salvaguardare e a non cancellare......evidentemente è veramente importante e vitale......
Non vogliamo fare moralismi: descriviamo una realtà che vive e che non intende rimanere rinchiusa tra le vie di Ognina , ma diventare parte di un tutto, unitariamente vissuto.
Non vuole indietreggiare a causa delle barriere architettoniche della gente...nella debolezza si cela la vera forza!
Poche ore all'interno di questa famiglia per capire chi siano i veri "vinti"!......